Scale musicali: maggiore, minore e pentatonica

Dopo aver strimpellato per anni senza conoscere la teoria musicale, ma affidandomi unicamente al mio orecchio, anche io, forse, come te in questo momento, ho pensato che era arrivato il momento di studiare un po’ di teoria ed in particolare le scale musicali.

Per molti di noi suonare ad orecchio è il vero modo di divertirsi e quando si ha a che fare con scale, esercizi e cose da imparare a memoria diventa tutto semplicemente “non piacevole”, ma credetemi è importante!

Fatta questa premessa, dopo aver studiato quel poco che mi permetteva di conoscere la teoria delle scale musicali, senza troppo chiedere a me stesso, ho pensato di fare una piccola guida che spiegasse cosa sono le scale e come costruire le principali. Premetto che un po’ bisognerà studiare, ma quel che riporto qui è l’essenziale, abbiate fiducia in me, vi servirà!

Scale musicali maggiori

Una scala è semplicemente una successione di suoni. Chi di voi non conosce il DO RE MI FA SOL LA SI DO? Bene, se conoscete questa successione allora conoscete già la scala di DO maggiore. In genere la scala prende il nome dalla prima nota, definita Tonica.

La scala è costruita in base ad una serie di intervalli. L’intervallo è la distanza fra due note, nella scala di DO maggiore ad esempio le note DO e SOL distano tra loro di 5 posizioni (Do e SOL compresi), questo vuol dire che l’intervallo che intercorre tra queste due note è una Quinta. Re e FA invece distano di una terza. Tra il primo DO e l’ultimo c’è invece esattamente un’ Ottava.

Complichiamo un pochino le cose: va specificato che diversamente da quanto si possa pensare non sempre tra una nota ed un’altra c’è lo spazio di un tono, a volte c’è invece un mezzo tono, o semitono. Parliamo di variazioni che, come molti di voi sapranno, nel mondo della musica si chiamano bemolle (semitono discendente) o diesis (semitono ascendente).

Per capire meglio prendiamo la tastiera di un piano:

scale musicali

Come potete vedere i tasti neri del piano sono proprio le variazioni (diesis e bemolle), ma queste non sono presenti tra tutti i tasti bianchi. Manca infatti un tasto nero tra il MI ed il FA ed un altro tra il SI ed il DO. Per tenerlo bene in mente vi basterà pensare che dopo le note che finiscono per “i” non ci sono tasti neri.

Cosa vuol dire quel che abbiamo appena detto? Semplicemente che:

  • tra DO e RE c’è un TONO
  • tra RE e MI c’è un TONO
  • tra MI e FA c’è un SEMITONO
  • tra FA e SOL c’è un TONO
  • tra SOL e LA c’è un TONO
  • tra LA e SI c’è un TONO
  • tra SI e DO c’è un SEMITONO

Costruita la scala di DO maggiore possiamo ora costruire tutte le altre Scale Maggiori proprio mantenendo questo metro tra una nota e l’altra (intervallo):

TONO-TONO-SEMITONO-TONO-TONO-TONO-SEMITONO

Bene, ora per semplicità impariamo la nomenclatura anglosassone delle note e la loro posizione sul pentagramma (spero su questo siate preparati, altrimenti vi tocca uscire, imparare e poi ritornare):

scale musicali - do maggiore

Vi riporto nella figura che segue le principali scale maggiori, quello che dovrete imparare è il numero di DIESIS e BEMOLLE presenti nelle varie scale, magari divertendovi con una scala alla volta, improvvisando su delle Backing Tracks che potrete semplicemente cercare su Youtube. Lo scopo di conoscere le scale è proprio quello di potervi permettere di improvvisare e suonare le giuste note al posto giusto.

 

scale musicali maggiori

Scale musicali minori naturali

La scala minore naturale è costituita anch’essa da 5 toni e 2 semitoni, questi ultimi disposti tra il II e il III grado e tra il V e il VI;

Scala_min_nat

come vedete la nostra regola cambia e diventa:

TONO-SEMITONO-TONO-TONO-SEMITONO-TONO-TONO

Dovete sapere che a partire dalle scale maggiori si possono recuperare le relative scale minori naturali semplicemente facendo due conti. La regola fondamentale è che

la minore naturale è la sesta ascendente o la terza discendente rispetto alla tonica della scala maggiore, per questo prende il nome di relativa minore naturale. Essa contiene le stesse variazioni (diesis e bemolle) della scala maggiore.

Facciamo un esempio, recuperiamo la relativa minore della scala del RE maggiore. Bene, come ricorderete ormai (dato che avete imparato a memoria tutte le scale maggiori 🙂) la scala maggiore di RE è la seguente:

Scala maggiore di RE: D-E-F#-G-A-B-C#-D

Come vedete la sesta del RE (D) è SI (B), lo stesso vale prendendo la terza discendente. A partire da questa informazione sappiamo che la relativa minore di RE è SI, ed ha le stesse variazioni del Re maggiore, per cui, la scala minore naturale di SI diventa:

Scala minore di SI: B-C#-D-E-F#-G-A-B

Ecco a voi lo specchietto di tutte le Scale minori naturali individuate con questa regola:

Scale musicali minori naturali

 

Scale musicali pentatoniche

Ora il mio ultimo pezzetto di teoria, la PENTATONICA, una delle più usate nelle improvvisazioni di quasi tutti gli stili musicali. La scala pentatonica è denominata in questo modo perché è simile alla scala maggiore o minore, ma ha solo 5 note:

PENTATONICA MAGGIORE: Partendo dalla Scala Maggiore vanno eliminate la quarta, quinta e settima nota (12356)

C(do): C D E F G A B

D(re): D E F# D A B C#

E(mi): E F# G# A B C# D#

F(fa): F G A Bb C D E

G(sol): G A B C D E F#

A(la): A B C# D E F# G#

B(si): B C# D# E F# G# A#

PENTATONICA MINORE: Partendo dalla scala minore vanno eliminate la seconda e sesta nota (13457)

C#(do): C# D# E F# G# A B

D(re): D E F G A Bb C

E(mi): E F# G A B C D

F#(fa): F# G# A B C# D E

G#(sol): G# A# B C# D# E F#

A(la): A B C D E F G

B(si): B C# D E F# G A

 

Non vi resta che esercitarvi… cercate Backing Tracks su youtube e divertitevi, una scala alla volta, una tipologia alla volta!!!

 

Se volete capire il potere della scala pentatonica, beh! Non perdetevi questo:

 

Se volete approfondire, quanto avete letto è tratto da questo libro. Nonostante il libro sia diretto principalmente a chi suona il flauto traverso, cerca in modo molto semplice di spiegare al principiante le basi della teoria musicale dalla lettura sul pentagramma fino all’improvvisazione. Su questo sito è possibile scaricarne una piccola anteprima.

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I modi delle scale. Tutti i segreti delle scale modali con una nuova visione d’insieme e prospettiva di utilizzo
Cosa ci fa emozionare durante un film? La storia articolata di un personaggio, la dinamicità della trama, la sceneggiatura o la fotografia. Allo stesso modo in un quadro colpiscono la mano del pittore, le pennellate e il modo di accostare le forme, ma soprattutto ci attraggono i colori. Anche nella musica ci sono i colori, eccome! La conoscenza delle scale modali permette di scegliere quale sentiero e quali colori percorrere nell'approcciarsi alla composizione o all'improvvisazione. Qui troverete come in una trama di un film, una serie di personaggi abbozzati, i protagonisti delle vostre composizioni: sono gli strumenti per comporre come i grandi della musica.

 

Buona scale musicali a tutti! 🙂

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